Analisi report adozioni 2018

Che il quadro generale delle adozioni internazionali in Italia e nel mondo si stia modificando è ormai dato certo. Tanti sono i fattori che contribuiscono a delineare una nuova realtà volta a ridimensionare o rivisitare tale fenomeno. Ci sono innanzitutto motivazioni economiche: la crisi non ha risparmiato il mondo delle adozioni che avverte la mancanza di un adeguato supporto in tal senso. Si aggiungono i tempi lunghi per concludere un’adozione nonché la debole concertazione tra tutti i soggetti in campo che si traduce spesso in “solitudine” per tante coppie adottive.

C’è poi l’innalzamento dell’età dei minori adottabili dinanzi a cui molte coppie arretrano. Né va taciuto il dato politico segnalato dalla chiusura e rallentamento di alcuni Paesi.

Le stesse procedure che comprendono, ad esempio, la preparazione dei documenti, si stanno rivelando sempre più cavillose soprattutto in determinati Stati.

Tali condizionamenti si rispecchiano tutti anche nel GVS, sebbene il dato generale del 2018 faccia segnalare, rispetto al 2017, un andamento di leggero incremento.

Il continente africano si attesta come il territorio che ha affidato più minori alle famiglie del GVS.

Per quanto riguarda l’età, i bambini più grandi in media sono quelli che provengono dalla Bulgaria, i più piccoli dal Burundi. L’età media generale si aggira sui 6,9 anni.

I maschi, equivalenti al 52 % del totale, prevalgono per poco sulle femmine.

La maggior parte dei bambini sono stati accolti da coppie residenti nella regione Basilicata con una percentuale pari al 25,64 %. 

 

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