Resoconto finale Festa della Famiglia 2016

Riportiamo integralmente il bellissimo articolo di Marcello Milazzo pubblicato su www.cittadeibimbi.it :
Come tradizione, il Gvs di Potenza (Gruppo di Volontariato e Solidarietà), ha organizzato come da quasi un ventennio a questa parte, la Festa della Famiglia (giunta adesso per la precisione alla 19.a edizione), ovvero il raduno a carattere nazionale, che convoglia ogni anno, numerose coppie e famiglie, legate in maniera diretta o indiretta, all’ente che opera nel settore del volontariato, per celebrare i bambini in adozione, e comunque il diritto in genere dei bambini di tutto il mondo a poter crescere in una famiglia.  

 

Sono state tante difatti le famiglie che hanno affollato la due giorni organizzata dell’Associazione Onlus, che opera da decenni nel campo delle adozioni internazionali e della solidarietà, il 25 ed il 26 Giugno, e suddivisa tra incontri, convegni e momenti conviviali, a Potenza e dintorni. L’atteso convegno che dava inizio alla lunga festa difatti, dal titolo dell’intera manifestazione “la valigia del figlio adottato – la filiazione adottiva tra aspettative e realtà”, s’è svolto presso il Teatro Stabile di Potenza, con parecchie relazioni di rilevante interesse, che hanno fatto luce sul tema delle adozioni e sul loro attuale stato odierno, con il loro bagaglio (valigia) di sogni e aspettative, che coinvolge i bambini e le famiglie, nella reciprocità del loro rapporto.
Nel convegno, dopo l’introduzione del Presidente del Gvs, Don Francesco Corbo, e gli interessanti interventi di Vincenzo Mollica, Presidente Consiglio Regionale Basilicata, di Luciano Lebotti, Coordinatore Responsabile Settore Adozioni Internazionali del Gvs, di Giuseppe Farina, Presidente Associazioni Genitori Adottivi “Il Mosaico”, e di Emilio Giugliano, Coordinatore Sezione Solidarietà Internazionale Gvs, ha parlato Silvia Della Monica, in qualità di Presidente della CAI (Commissione Adozioni Internazionali).
L’intervento del Pres. CAI, Della Monica, durante il convegno
La senatrice in un lungo e gradevole esposto, ha sottolineato difatti, come nella imprescindibile lotta a traffici ed irregolarità nelle assegnazioni adottive, i procedimenti esplorativi e conoscitivi  per gli abbinamenti dei futuri genitori adottivi, devono mantenere nel tempo, la completezza della loro azione giuridica, dove la garanzia di una famiglia per i minori abbandonati nel mondo, non corrisponda ai superficiali slogan di adozioni facili e per tutti. La facilitazione dei procedimenti adottivi, è sicuramente obiettivo d’obbligo, ma che essa non significhi delegittimazione degli organi (Tribunali e Servizi Sociali) preposti alla valutazione corretta dell’idoneità delle future famiglia adottive.
Sempre, il Presidente della CAI inoltre, ha ricordato che il rispetto delle proprie origini sia comunque un importante postulato delle adozioni internazionali, dove non va mai negata ai minori l’identità insita nelle proprie radici, e rimane fondamentale difatti, nell’istituto adottivo internazionale, il principio della sussidiarietà, sancito dalla convenzione dell’Aia. Il principio stabilisce così, un periodo minimo, perlustrativo per i bambini più piccoli, alla ricerca di un’eventuale coppia disposta all’adozione, all’interno della loro nazione d’origine. Poi, trascorso tale periodo, sarà possibile procedere con le istanze per l’adozione internazionale, istituto ad oggi indubbiamente fondamentale, visto i tantissimi minori abbandonati nel mondo.
Vincenzo Giuliano, Garante per l’Infanzia e per l’Adolescenza in Basilicata, ha acceso il dibattito, ricordando a sua volta, la necessità di snellire comunque le procedure, e la “trafila burocratica” degli istituti adottivi, in considerazione, che nonostante il numero di famiglie e di coppie in attesa di abbinamenti, sia comunque maggiore dei  bambini abbandonati sparsi per il mondo, sono comunque così in gran numero i bambini nel mondo in attesa di abbinamenti adottivi, da far pensare come ancora, nonostante i suoi numerosi passi avanti riscontrati nell’ultimo decennio, il sistema delle adozioni nazionali ed internazionali, sia davvero un sistema assai perfettibile.
Con l’intervento di Massimo Santoro, Psicologo e Giudice Onorario del Tribunale di Salerno, siamo invece entrati nella vera e propria “valigia dell’adozione”, scoprendo quel bagaglio del minore adottato, che solo in senso prettamente fisico, può apparire vuoto e senza oggetti portati via con sè. La valigia dell’adozione comunque, è qualcosa che coinvolge strettamente il minore, sia nel legame con il suo passato, che in quello col suo futuro, facendo della valigia stessa quindi, una prerogativa del suo rapporto con la nuova famiglia che lo accudirà. Ecco difatti come questo bagaglio, sia leggero solo apparentemente, ma come invece il sacchetto con la terra delle sue origini e delle sue radici, la mattonella che tenga saldo il suolo e consolidi il nuovo nucleo, la bilancia delle relazioni con i genitori (giusto rapporto tra dare ed avere), le fedi dell’unità della coppia, e un bicchiere d’acqua che sancisca la trasparenza con l’unione del nuovo figlio, siano elementi imprescindibili, ed oggetti di valore inestimabile, da deporre per sempre in quella valigia.
A conclusione del convegno, c’è stato il saluto di tutti i referenti internazionali del Gvs, che ad uno ad uno si sono succeduti sul palco, e dopo la compagnia ed associazione culturale InCanto di Potenza, si è esibita nella rappresentazione teatrale dedicata alle Adozioni, commedia con riflessioni e metafore, dedicata alle implicazioni emotive degli istituti adottivi nelle coppie e nelle famiglie.
Tra la cena del 25 Giugno, tenutasi presso il Ristorante Fuori le Mura di Potenza, ed il pranzo del 26, svoltosi a Villa Diamante ad Avigliano, ed in cui sono convenuti i circa trecento invitati, che avevano già gremito il Teatro, e che sono risultati un momento di incontro e di conoscenza delle famiglie, sia tra loro che con tutti i referenti adottivi, s’è officiata anche la Messa alla Cattedrale di San Gerardo di Potenza, nella mattina di domenica, durante la quale, s’è celebrato il toccante battesimo di Jeremy, il piccolo congolese adottato da una famiglia potentina, arrivato solo da qualche settimana da Brazzaville.
E nella valigia del figlio adottato, non potrà non inserirsi quindi, in conclusione, anche l’emozionante festa del Gvs, che ha visto mischiarsi il folto stuolo di bambini, dalle provenienze e dalle etnie più svariate, e che con il loro bisogno d’amore, hanno mostrato ancora una volta, il vero senso dell’adozione. Una festa tutti insieme, a consacramento delle radici delle proprie identità, e del nuovo sbocco in un cammino in comune, insieme alla famiglia, con cui costruire un futuro. Il proprio futuro di vita.